08 feb 2007

rispetto per le scienze storiche

è un pò che studio storia, e nonostante la consapevolezza che "so di non sapere" (citando socrate), mi rendo conto che sulla mia materia sono molto più preparata rispetto ad altre persone. è normale, verrebbe da dire, ma non è così normale nel momento in cui chiunque si prende la libertà di dire qualsiasi castroneria storica e di farla passare per vera. la storia è complessa e va studiata a fondo, e allora mi chiedo, perchè nonostante sia una materia difficilissima, chiunque si sente in diritto di avere ragione e si presta a chiacchiere da bar su temi importanti, quando per la fisica ad esempio, nessuno se lo sognerebbe mai?
ho notato questa tendenza nelle persone, il non rispettare qualcuno che per forza di cose ne sa più di te. credo che una persona non ferrata in informatica non si sognerebbe mai di commentare saccentemente delle spiegazioni che un igegnere informatico dà. mentre per la storia è diverso, il linguaggio usato è apparentemente più accessibile a tutti, e questo porta chiunque a sentirsi alla pari, quando non è così. mi piacerebbe che ci fosse un pò più di rispetto per le scienze storiche, che nonostante prestino il fianco alle chiacchiere da bar, sono serie e complicate, e soprattutto un pò di rispetto per chi le scienze storiche le studia.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Io sono dell'idea che si può anche discuterne, nonostante una conoscenza poco approfondita della della materia storica, a patto di non stravolgere i concetti di base.
Ale

reietta ha detto...

tutti si sentono in diritto, ma per la fisica, o la matematica non ci si comporta così e si accetta che una persona ne sappia di più.

Anonimo ha detto...

scusandomi del mio continuo polemizzare ;-))

parlare dei "fatti dell'uomo" è molto più consueto che parlare di Fermat in un bar, ma ti assicuro che di castronerie su argomenti tecnici o scientifici se ne sentono tante,il fatto è che tu non te ne accorgi o sei più sensibile ad altri argomenti ovviamente e ripeto sono cose di più agevole conversazione

Anonimo ha detto...

mi trovo in parte daccordo con il terzo commento, perchè è indubbio che ognuno di noi è piu sensibile agli argomenti che studia, ma è proprio lo strumento dello studio che dovrebbe emanciparci da quei discosi banali e forvianti.
quello che penso io,daccordo in pieno con Reietta, è che a me non disturbano tanto i discorsi da bar ,che inziano e finicono li ,e che non hanno alcuna ripercussione sul mondo e sui suoi assetti politici e sociali,quello che a me più fa rabbia sono le stesse personalità pubbliche che esercitano ruoli di potere.Sono queste che veicolano le informazionie e che infine creano modelli di pensiero a cui si appella ingenuamente e senza alcuna capacità critica l'ignorante che dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro(questo non dimentichiamolo) gozzoviglia al bar ripetendo a pappardella quello che il politico reazionario di turno ha detto in una intervista.di chi è la colpa?della persona ignorante o del
giornlista che non si sognerà mai di contraddire l' uomo di potere, anche se quello che dice è pura propaganda e i fatti che cita sono storicamente falsi e smontabili con una semplice inchiesta giornalistica (oppure più semplicemente aprendo un libro di storia).il problema per me è il quarto potere che non è piu al servizio dei fatti , della verità , ma è diventato vetrina e veicolo di gente corrotta che ha troppi interessi in ballo per dirci la verità o di grandi associazioni misogine che pensano di custodire la verità rivelata(ogni riferimento è puramente casuale) insomma nella maggior parte dei casi è spot messaggio promozionale privo di critica.
Se non c'è dialettica non c'è conoscenza, e questo vale in tutte le scienze

Anonimo ha detto...

Diamine....si che sono d'accordo con quanto detto. Parliamo di cronaca, di mero diario dei fatti avvenuti fotografati con una accuratezza e una perizia da una mano sapiente?? allora non dobbiamo imbrogliare, se Napoleone è morto è morto e su questo non ci piove ed è una realtà inconfutabile!!! ma se parliamo dell'interpretazione degli eventi allora la cosa si fa interessante, del perchè i fatti accadono e delle loro conseguenze o presunte tali....della "cultura" che i fatti si portano, del bagaglio storico vero che ci tramandiamo. Questa è la vera sfida, il dibattito su cui tessere la trama di un pensiero....un pensiero che può anche scaturire stando seduti in un bar.


boogus

Anonimo ha detto...

Aggiungo un pensiero che riallaccio all'ormai trito "bar". Quello che non piace, mi sembra di capire, dei discorsi del bar è l'infinocchiamento che la stampa adotta nel rifilare l'informazione "precotta" sul tavolo del bar appunto. Ma da che mondo e mondo la notizia viene "manipolata", per così dire, da chi la diffonde. Ben pensiamo che ci sia un supremo "raccontatore" di fatti che nella sua neutralità a
ed imparzialità sia giusto nel raccontare. Ma questo deve passare nel senso critico che ognuno di noi dobbiamo avere, che solo tramite la cultura riusciamo a maturare, la consapevolezza dell'uso della ragione. E mi si creda che troppo spesso ho sentito informazioni che volevano essere al di fuori delle parti alimentate solo da "sensazioni" e non avvallate da vera e circostanziata riprova fatta sui veri fatti che solo l'esperienza diretta, o culurale, possono dare. Ostentazione di atteggiamenti preconcetti su un mondo corrotto e "Blasfemo" nel dare informazione rischiano di creare una opposizione culturale e non un sano senso critico

Anonimo ha detto...

hai ragione... lo stesso succede con la medicina...non sai quante castronerie mi tocca sentire..e non vengo nemmeno ascoltata...
by Soraiya