12 feb 2007

quando qualcosa finisce.

succede. capita di continuo e pensi di averci fatto il callo, pensi di essere del tutto intoccabile. alzi delle barriere mostruose per difenderti e stringi la cerchia delle persone che possono ferirti. quei pochi eletti mai ti tradiranno,pensi tra te e te, mai potrà succedere che le vostre strade si dividano. è capitato con altri, ma non con loro. e invece ti accorgi che già ti è successo con qualcuno di importante, e che sta succedendo di nuovo. pensi di essere pronto, fingi di stare bene, eppure la senti quella parte di te che grida forte, lo senti quel pezzo di carne che ti viene strappato. a che serve alzare difese se poi hai il fianco scoperto?sta accadendo di nuovo, e non mi sento preparata. è così che deve andare? in parte così discreta come fine, eppure così lacerante. è finita con una frase a cui non ho avuto la possibilità di rispondere.è finita senza un dialogo, un confronto. lei mi buttava in faccia il suo dolore e la sua rabbia nei miei confronti senza capire niente di me. è giusto ostinarsi?ho voglia di lasciar cadere tutto quello che ho tra le mani. non riesco ad afferrare neanche un ricordo. li vedo così opachi questi ricordi tra me e lei, in parte sbiaditi, così effimeri...forse non sono mai esistiti. è esistita lei, un pezzo importante della mia vita che se ne è voluto andare senza sentire ragioni. lo guardo andare via mentre continuo a camminare nella direzione opposta.

08 feb 2007

rispetto per le scienze storiche

è un pò che studio storia, e nonostante la consapevolezza che "so di non sapere" (citando socrate), mi rendo conto che sulla mia materia sono molto più preparata rispetto ad altre persone. è normale, verrebbe da dire, ma non è così normale nel momento in cui chiunque si prende la libertà di dire qualsiasi castroneria storica e di farla passare per vera. la storia è complessa e va studiata a fondo, e allora mi chiedo, perchè nonostante sia una materia difficilissima, chiunque si sente in diritto di avere ragione e si presta a chiacchiere da bar su temi importanti, quando per la fisica ad esempio, nessuno se lo sognerebbe mai?
ho notato questa tendenza nelle persone, il non rispettare qualcuno che per forza di cose ne sa più di te. credo che una persona non ferrata in informatica non si sognerebbe mai di commentare saccentemente delle spiegazioni che un igegnere informatico dà. mentre per la storia è diverso, il linguaggio usato è apparentemente più accessibile a tutti, e questo porta chiunque a sentirsi alla pari, quando non è così. mi piacerebbe che ci fosse un pò più di rispetto per le scienze storiche, che nonostante prestino il fianco alle chiacchiere da bar, sono serie e complicate, e soprattutto un pò di rispetto per chi le scienze storiche le studia.

02 feb 2007

moralità

viviamo in una società in cui vige il senso di colpa. ci dividiamo tra chi si sente perennemente sporco e chi ama trasgredire a delle regole morali che ci inculchiamo da soli nel cervello. abbiamo creato un bel recinto di norme ipocrite,che ci costringono a non dire mai ciò che facciamo. la morale del "fare ma non dire" è l'unica vera regola per continuare a seguire la marea senza affogare. la cosa più triste è che nessuno vuol stare da solo con se stesso, perchè nessuno è in grado di affrontare quel re che nel cervello crea le leggi. non siamo in grado di rinnegarci, di guardare avanti sul serio e facciamo semplicemente finta che tutto vada sempre bene in questo mondo in cui la sofferenza può essere contata in ogni frazione di secondo,ma che è un tabù troppo forte da scardinare. temiamo noi stessi e temiamo gli altri. per sopravvivere ci costruiamo delle relazioni sempre più superficiali dove non diamo tutto di noi, ma solo una piccola parte,perchè in realtà abbiamo una fottuta paura del giudizio di un nostro simile. non sopportiamo il confronto perchè non accettiamo il giudizio e ci mascheriamo dietro un falso dialogo che termina con "la ragione ce l'hanno tutti", che è un modo molto astuto per troncare e per evitare di arrivare fino in fondo a noi stessi e di rendere partecipe qualcun altro di ciò che veramente pensiamo. è un modo astuto di fuggire persino da ciò che in realtà pensiamo.
Sradica il pensiero,scardinalo con forza.
fai scivolare la moralità e osserva il tuo vero mondo.
c'è un universo sepolto che emerge lentamente, che
sussurra verità e chiede in cambio l'anima.

pensiero

cosa può spingere una persona a scrivere pubblicamente i propri pensieri? e soprattutto mi chiedo chi può avere la voglia di leggere i fatti personali di qualcuno? da una parte sicuramente c'è una sorta di esibizionismo, una voglia di gridare al mondo che si è vivi e si è potenti, creando uno spazio proprio come un cane segna il territorio; dall'altra parte c'è la voglia di raccontarsi , di ragionare e di far capire agli altri il proprio pensiero per un possibile confronto.
io cerco il presente. tornate indietro vili,
arrampicatevi su lustre convinzioni del passato,
dimenticate la storia e saltate senza coscienza
verso il futuro.
raccoglierò le briciole di questo oggi sapendo
che niente rimarrà se non la vita.

azioneeeeeee

si comincia l'avventura